Un parto da raccontare…pensando anche agli altri animali

Un parto da raccontare…pensando anche agli altri animali

Emma è nata il 10 gennaio alle 14:54, dopo un parto che ricorderò per tutta la vita.
Ora che la piccola dorme, riesco a prendere in mano il pc per scrivervi e raccontervi la mia avventura.
Il termine della gravidanza segnato dalla ginecologa era il 31 dicembre 2013, noi, pensava e speravamo che nascesse prima, ma invece ci ha fatto attendere fino alla fine.
Quando si supera il termine bisogna fare i controlli necessari, monitoraggi in ospedale ogni tre giorni; fino a che, superato il termine massimo (previsto nella regione in cui si partorisce) viene indotto il parto.
La notte tra il 9 e il 10 ho iniziato ad avere contrazioni regolari e allora alle 2.00 eravamo in pronto soccorso. Il giorno dell’induzione Emma ha deciso di nascere spontaneamente.
Il travaglio è iniziato ed è andato tutto bene, è stato abbastanza regolare, la dilatazione procedeva con regolarità e io ho passato gran parte del tempo facendo respiri profondi e stando in silenzio (ogni donna vive questo momento nel modo più soggettivo manima emmapossibile). Tutto questo con al mio fianco il marito e nessun tipo di aiuto medico (epidurale intendo).
Solo alla fine ho iniziato a non sopportare letteralmente il dolore e pensate che nella stanza a fianco alla mia una signora ha urlato per 8 ore di fila.
Purtroppo arrivata al momento di spingere c’era qualcosa che non andava, le contrazioni arrivavano ma della bimba nemmeno l’ombra.
Ho spinto per due ore e ripensandoci, non so come ho fatto a non svenire…ad un certo punto avevo parecchi medici (ostetriche, infermieri e responsabile di reparto) attorno e ho capito che qualcosa non andava, ma io ero, solo concentrata a spingere.
La bimba una volta uscita mi è stata portata subito via dicendomi: “i medici le stanno facendo tutti i controlli”, sapendo, invece che di solito te li fanno vedere almeno; però, io li per li non ci ho dato più di tanto peso.
Mentre a me, terminavano l’assistenza, nessuno veniva a dirmi come stesse Emma, quanto pesasse ecc… dentro di me, iniziavo a pensare che ci fosse qualcosa che non andava.
Così, una volta terminati i punti, e in grado di tirarmi su, mi dissero quello che era successo; la faccia di mio marito parlava da sola.
Emma aveva inalato meconio e liquido amniotico; quello che doveva essere un momento di gioia, è stato vissuto come un momento d’angoscia, un vero incubo.
Vedere la propria bimba sedata ed intubata è stato uno shock. Dopo dieci giorni in ospedale, Emma è venuta, finalmente a casa con noi.
Ogni mamma, ogni donna che ha partorito sa cosa significa vivere l’esperienza di un parto; una volta che la bimba è uscita, io avevo già dimenticato tutto, ma purtroppo il dopo è stato piuttosto brutto, da far ricordare per sempre questa esperienza. Diciamo che come primo parto non è proprio stata una passeggiata.
Le cose sono andate bene, e tutto si supera, ma abbiamo vissuto momenti davvero molto brutti.
Ho dovuto fare delle cose che non avrei mai pensato di dover fare, eppure la vita, a volte ci mette a dura prova.
Tutto questo è stato vissuto da me, una persona cosciente di quello che stava succendo, ma, quando sono gli animali a vivere situazioni simili?
E’ proprio così, anche in un momento del genere, ho pensato a loro, a quello che provano e vivono le mamme a cui vengono strappati i propri piccoli, proprio come è capitato a me.
Non avendo potuto attaccare da subito la cucciola, ho dovuto iniziare a tirarmi il latte, e anche in questa situazione non ho potuto che pensare alle mucche, a tutte quelle che nella loro vita vengono trattate come delle macchine solo per produrne in quantità industriale da far utilizzare ad altre specie.
Io me lo tiravo per portarlo alla mia bimba, consapevole e responsabile di quello che facevo, ma gli animali, come sappiamo, vengono solo sfruttati e maltratti.
In una situazione del genere, nella mia testa mi frullavano così tante cose e come sempre pensavo agli altri animali, che vivono situazioni similari alla mia e molto peggiori.
Come facciamo a restare indifferenti? Gli animali soffrono, noi, possiamo scegliere, possiamo parlare, reagiamo, ma loro vivono situazioni terribili e io, molte volte mi sento impotente.
Lottiamo per loro, sempre… e dopo quello che mi è capitato, posso dirvi che ho ancora più empatia verso i loro confronti.

Samantha

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4 commenti

  1. labalenavolante

    Ciao Samantha, bellissimo e preziosissimo questo tuo post.. l’ho letto ora insieme al mio compagno e ci siamo commossi.. è proprio vero quello che scrivi, per questo non dobbiamo smettere mai di dialogare con gli altri e diffondere questo messaggio, come hai fatto condividendo questa riflessione.. noi torniamo da 5 settimane in India, dove abbiamo vissuto in mezzo a mucche, maialini, scimmie, ogni sorta di animale (!!!) e tutti LIBERI. Lì persino nelle grandi metropoli vedi maialini e mucche per strada.. anche nel traffico! Animali e umani che condividono la vita insieme, come compagni di viaggio.. pensare che qui sono tutti prigionieri ci stringe il cuore, pensare che esco per strada e non vedo maialini LIBERI, ma solo dietro il vetro di una macelleria o nelle vaschette di un supermercato. No, non dobbiamo smettere di lottare per loro! GRAZIE


    1. Author
      Samantha

      Grazie Lucia!
      Con il tempo necessario volevo raccontare la mia esperienza, soprattutto perché in ogni momento della mia vita penso sempre agli altri animali e anche in una situazione come quella che ho vissuto loro erano sempre tra i miei pensieri… è verissimo quanto affermi e lottiamo sempre affinché questo possa, un giorno smettere… nessuna distinzione, nessuna differenza, ma liberi tutti.
      Un caro saluto

  2. Alba

    Ciao Samantha, io ti avevo già conosciuta personalmente al corso del Veganch’io.Quello che scrivi rappresenta la bella persona che sei. Mi spiace che il parto è stato così travagliato. Comunque l’importante e che Emma adesso stia bene. Un bacio e felice vita.
    Alba

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