Scelta vegetariana e vita in bicicletta

Scelta vegetariana e vita in bicicletta

Il libro di cui parliamo oggi è: “Scelta vegetariana e vita in bicicletta” di Michela de Petris e Mauro Destino, edito da Il Pensiero Scientifico.
Quanto segue è una breve presentazione del libro, ottenuta dalla piacevole chiacchierata con la Dottoressa Michela de Petris.

Per ridurre l’inquinamento ambientale, lo sfruttamento delle risorse, del pianeta, lo sfruttamento degli animali, per migliorare la nostra alimentazione; la cosa migliore è conciliare un buono stile di vita alimentare (un’alimentazione il più possibile a base vegetale) con la mobilità sostenibile, quindi muoversi a piedi per le brevi distanze e per le lunghe in bicicletta.
E’ doverosa una precisazione per quanto riguarda il titolo, dove si parla di “scelta vegetariana”, utilizzato per estendere (su richiesta della casa editrice) l’interessa anche ai vegetariani (per non renderlo troppo restrittivo dentro), ma essendo scritto da me, ovviamente sono vegane le indicazioni che vengono date.
I vegani fanno comunque parte dei vegetariani (che hanno comunque eliminato anche pesce, carne e salumi) ed è un termine comunque di più ampio respiro per inglobare anche i vegani.
In fondo al libro, ci sono circa una ventina di ricette, tutte rigorosamente vegane, perché se una ricetta è vegana può essere consumata da un onnivoro, da un vegetariano e da un vegano; una ricetta vegetariana non può ovviamente essere consumata da un vegano. Ci sono anche due menu tipo: uno vegetariano e uno vegano.
Alimentazione e attività sportiva vanno strettamente a braccetto: una deve andare di pari passo con l’altra; perché deve diventare uno stile di vita sano in generale; a questo sarebbe utile aggiungere il non fumare, ridurre il più possibile l’uso degli alcolici, ed avere delle abitudini alimentari sane (andare presto a letto e dormire in maniera riposata).
Unire scelte alimentari all’andare in bicicletta, come testimonia, la frase del premio nobel R. Pachuri (premio nobel e direttore del Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite,gennaio 2008) dove la ricetta per salvare il mondo è: “non mangiare carne, sii un consumatore frugale, vai in bicicletta”, lui, infatti denuncia come eliminare i prodotti diretti degli animali (carne, salumi, m anche pesce, che è sempre carne, solo di un animale acquatico), essere consumatori frugali perché non va bene essere vegani e mangiare patatine fritte, coca cola in maniera smisurata e quantità eccessive, bisogna comunque essere moderati e frugali anche nella scelta vegana e bisogna andare in bicicletta (unico mezzo di trasporto che non consuma carburante).
Per ridurre quindi l’impatto ambientale è importante ridurre i cibi d’origine animale (diretti e indiretti), ma anche evitare di inquinare con tubi di scappamento, gas inquinanti di varia natura, andare a piedi per le brevi distanze e per le lunghe in bicicletta… e poi la bicicletta si può portare anche sui mezzi pubblici laddove il tragitto fosse davvero troppo lungo, possiamo portarcela sul tram, sull’autobus e sul treno.
La bicicletta ha un costo zero, tranne l’acquisto iniziale e la manutenzione (come tutte le cose), non si pagano pedaggi, non c’è problema di parcheggio.

La prima parte del libro è curata dalla Dottoressa Michela De Petris, ed è inerente all’alimentazione, la parte più legata all’aspetto sostenibile (e all’utilizzo della bicicletta) è curata dal suo collega che è un biologo, il Dottor Mauro Destino, che fornisce anche informazioni pratiche sulla scelta degli indumenti, su come attrezzarsi per essere preparati ad ogni evenienza, su come riparare i piccoli guasti, e fornisce itinerari ciclo turisti per regione.
Il libro costa 18,50, si trova in tutte le librerie e ha 280 pagine.

Credo che possa essere anche un utile e bellissimo regalo di Natale, che ne pensate? 🙂

Samantha

 

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