La sofferenza non è solo umana, perché si diventa vegan?

La sofferenza non è solo umana, perché si diventa vegan?

Molte volte vi ho raccontato di me, di come sia cambiata la mia vita compiuta questa scelta, e mi rendo conto che tutto quello che faccio è improntato per cercare di fare il possibile nei confronti degli animali, indirettamente cerco di aiutarli non nutrendomene e non indossandone più le loro pelli (piume, lana, cuoio, pelle ecc..). Sappiamo benissimo, perché l’informazione ce l’ho permette, che possiamo vivere molto bene alimentandoci con cibi vegetali e senza alcun prodotto di origine animale, ma quello di cui vorrei parlarvi oggi è l’aspetto empatico che può crescere dentro di noi, oppure no.


Negli anni mi sono confrontata davvero con moltissime persone, ho discusso animatamente con altre e altre volte ancora le miei parole, i miei consigli hanno contribuito verso il percorso di cambiamento.
Oltre alle proprie motivazioni personali che ci portano a scegliere una cosa, piuttosto che un’altra, credo che sia davvero scatenante la sensibilità di capire che ogni essere vivente può soffrire.
gallina e piccoliSenza andare molto lontano e pensare agli animali da macello, tutti hanno presente che cosa vuol dire veder soffrire un pet in uno stadio avanzato d’età, oppure perché malato, oppure semplicemente perché sta male. Siamo tutti consci del fatto che un cane e un gatto possano soffrire, sia che se abbia uno (o se ne abbia avuto), sia che non se ne abbia nessuno.
Non possiamo pensare che siano indifferenti al dolore, non possiamo non accorgerci che anche loro, come noi hanno dei sentimenti.
Perchè, allora non ci accorgiamo che anche una mucca può provare dolore?
L’uomo moderno crede che tutto quello che è stato imposto dalla società, il come si è cresciuti sia giusto, senza nemmeno porsi se ci sono delle alternative e come poter fare per non arrecare danno agli altri.
E’ troppo facile dire: “l’uomo deve nutrirsi di carne”… chi lo dice questo? Solo perchè siamo stati cresciuti pensando che fosse giusto, non vuol dire che lo sia davvero.
Credo che sia importante parlare, esporre le proprie idee e confrontarsi…ogni qualvolta che si esprimono i propri pensieri bisogna compredere che non per forza è tutto bianco o tutto nero.
Ci sono delle verità che restano nascoste agli occhi dei consumatori, ci sono delle false informazioni che fanno passare un messaggio che non è per nulla corrispondete a verità.
A piccoli passi e aprendo gli occhi (ma soprattutto il proprio cuore) si comprendono cose che fino, magari al giorno prima, era sconosciute, ma tutto diventa molto più limpido, trasparente, nulla viene nascosto e se si viene a conoscenza di certe cose difficilmente si riesce a restare indifferenti.
Bisogna indagare nel profondo di noi stessi per capire che tutti, grandi, piccini, umani, non umani, siamo in grado di avere emozioni, provare sentimenti, aver il bisogno di vivere ed esplorare il mondo… noi non scegliamo quando è giusto morire, ma, indirettamente consumando i prodotti animali lo facciamo per miliardi di altri esseri viventi.
Ovviamente con le proprie libertà, ognuno poi, fa quello che ritiene più giusto… quando si conoscono certe verità e si comprendere il valore della VITA di ogni cuore pulsante non si può che diventare vegan.

A voi quando si è accesa la lampadina dell’empatia?

Samantha

 

 

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