Oltre la Specie, l’associazione antispecista

Oltre la Specie, l’associazione antispecista

Le associazioni animaliste attive in Italia sono davvero tante, ognuna di esse ricopre un ruolo ben preciso. Oggi vorrei parlarvi di Oltre la Specie, associazione che opera a Milano e provincia, Torino e Ivrea.
La mia piacevole chiacchierata si è svolta con una dei soci fondatori, Alessandra Galbiati.
Scopriamo chi è Oltre la Specie
Oltre la specie è  un’associazione nata circa 10 anni fa. Nel suo statuto (ai tempi la cosa era abbastanza rara) la difesa dei diritti degli animali è  posta sullo stesso piano di quella degli umani.
E’ un’associazione antispecista ed ha un’impronta che potremmo definire culturale, nel senso che non gestiamo rifugi o soccorriamo animali in difficoltà ma pensiamo che, per far crescere il movimento animalista e per essere attori del cambiamento sociale, occorra innanzitutto minare la cultura antropocentrica dominante e sviluppare una serie di tematiche inerenti la questione animale che sono da pensare ancora molto ed elaborare approfonditamente.

Il pensiero della società nei confronti degli animali e i presupposti per un cambiamento
Per noi antispecisti alcune posizioni sono quasi ovvie: quando si guardano gli animali in un modo nuovo, diventa inconcepibile abusarne come fa la nostra società contemporanea; ma c’è il muro di gomma della cultura antropocentrica che impedisce di guardare gli animali, soprattutto quelli cosiddetti “da reddito” con occhi diversi. La cosa difficile è riuscire a incrinare, fare da cuneo, per scardinare questa cultura che annienta 50 miliardi di animali terrestri ogni anno (per non parlare dei pesci: mille miliardi ogni anno).
Mettere in dubbio la nostra supremazia di specie può avvenire in vari modi: cercando di creare un rapporto empatico con gli animali, attraverso l’informazione, l’arte, modalità di lotta e conflittualità politica, e tutti gli aspetti che possono portare ad un cambiamento politico nel senso vero del termine; un cambiamento che abbia la possibilità di modificare la realtà attuale.

Oltre la Specie, perchè
Soprattutto 10 anni fa (oggi sono di più le realtà antispeciste) mancava una associazione che avesse un approccio di tipo culturale. C’erano solo le grandi associazioni nazionali e qualche piccolo gruppetto che si occupava di curare animali. Non esistevano associazioni che avessero insieme un approccio teorico e pratico e noi abbiamo occupato questo spazio.

Come agisce Oltre la Specie
Per dare corpo a questo progetto ci occupiamo soprattutto di libri, di diffondere cultura antispecista, di organizzare e partecipare a conferenze e dibattiti, di cercare di dialogare con le diverse realtà della società civile (soprattutto quelle che pensiamo possano essere più aperte alla questione animale). Cerchiamo di informare con banchetti, proponiamo attività nelle scuole, partecipiamo ad incontri di altri gruppi culturali e politici, cercando di essere una voce critica e autocritica del movimento e poi anche organizzando e partecipando a manifestazioni, presidi, proteste e volantinaggi per strada.
Inoltre, per quello che possiamo, supportiamo economicamente altre associazioni e progetti e cerchiamo di dare un aiuto concreto a chi si prende cura diretta degli animali.

contro ogni allevamento, contro ogni schiavitù

Come sono cambiate le cose dalla nascita di Oltre la Specie
Nel movimento animalista sono cambiate molte cose (in meglio): le grosse associazioni sono decisamente meno protezioniste e si stanno spingendo verso una radicalizzazione del messaggio animalista. C’è anche più consenso sociale e si parla sempre più spesso di antispecismo.
Forse  anche grazie al contributo di Oltre la Specie se c’è stato qualche interesse di più sull’argomento.
Dieci anni fa, per fare un esempio, era normale che un canile facesse una festa per autofinanziamento con il menù a basa di carne, mentre oggi (a parte qualche rara eccezione) anche un’associazione zoofila o protezionista capisce che difendere alcuni animali mangiandone altri fa problema. In questi 10 anni il movimento animalista non è stato però ancora in grado di formare una forza decisa, precisa, forte. Sono ancora troppe le differenze nell’affrontare la questione animale e forse ci vorranno molti anni per diventare un vero e potente motore di cambiamento sociale.

Non basta una parola per descrivere un’associazione
Non credo che si possa riassumere in una parole l’attività di un’associazione, forse in una parola si può riassumere quella che è la speranza che ci muove e che ci orienta. Non una speranza utopistica, ma concreta, perchè noi siamo convinti che l’umanità costruisca la sua storia e quindi possa anche modificarla in meglio se solo decidesse di fermarsi prima dell’abisso che abbiamo di fronte. Capendo che lo sfruttamento animale e lo sfruttamento umano sono due facce della stessa modalità di rapportarsi al mondo, e forse proprio attraverso la lotta per la liberazione animale, si potrà arrivare ad un’umanità pacificata con se stessa e con gli altri viventi.
Probabilmente umani e animali o si libereranno assieme e reciprocamente o non si libereranno affatto.

La nostra chiacchierata termina parlando di schiavitù e liberazione animale: tutto può cambiare.
La schiavitù c’è stata almeno dal 3000 a.C. E’ stata data per scontata fino a 300 anni fa. Non è quasi mai stata messa in discussione da un punto di vista teorico e però, in 100 anni è stata abolita.
Una pratica plurimillenaria, che si pensava quasi connaturata all’essenza umana, è stata abolita in tutto il mondo (per lo meno in teoria) ad una velocità inimmaginabile rispetto alla sua durata storica. Questo è un esempio per comprendere che un cambiamento, ad un certo punto può subire una accelerazione rapida, inaspettata.
Per quanto riguarda lo sfruttamento animale le cose potrebbero andare in maniera simile. Nonostante siamo soliti sentire sempre le prevedibili obiezioni: “E’ naturale mangiare gli animali”, “E’ giusto che l’uomo li usi per i suoi scopi“, potrebbe succedere che nel giro di qualche decennio le cose cambino con una rivoluzione culturale e sociale che ci farà vergognare di aver trattato per 12.000 anni gli animali come fossero oggetti a nostra disposizione. Possiamo spazzare via l’antropocentrismo se solo crediamo che la convivenza su questo pianeta non può basarsi sul dominio, sulla violenza, la sofferenza e la morte.

Ringrazio infinitamente Alessandra per il tempo dedicatomi.

Per approfondimenti, materiali, curiosità, pubblicazioni, ecc, visitate il sito dell’associazione: www.oltrelaspecie.org, ma anche il blog: www.oltrelaspecie.blogspot.it.

Conobbi l’associazione proprio al festival in programma questa settimana: Veganch’io, il festival antispecista. Il sito è questo: Veganch’io, per chi ha facebook: Veganch’io, ottava edizione: 30, 31 agosto, 1 settembre 2013.

Samantha

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