Le parole denigrano spesso gli animali…sei sporco come un maiale!

Le parole denigrano spesso gli animali…sei sporco come un maiale!

Le parole possono esprimere molto e lasciar intendere dei concetti molto chiari; sono veicoli di metafore e simboli, idee e associazioni più o meno logiche.
Se analizziamo le parole e le frasi che utilizziamo per denigrare, offendere e ridicolizzare ci renderemo conto che molte volte si utilizzano espressioni dove noi ci consideriamo superiori agli altri animali e quindi loro possono essere facilmente protagonisti di frasi offensive.

Se un umano commette crimini orrendi facilmente si addossano le colpe agli altri, descrivendolo così “animale”.
Molto spesso nel linguaggio comune per descrivere particolarità dei caratteri umani si fa ricorso a moltissime metafore animali.
La maggior parte di esse sono utilizzate in senso negativo: viscido come un serpente, sporco come un maiale, pauroso come un coniglio…poche sono invece quelle positive: coraggioso come un leone, forte come un toro.
La condizione animale spesso viene utilizzata nei casi di maltrattamento: stavamo stretti come animali al macello, questi modi di esprimersi nascondono la violenza sugli altri animali; queste espressioni si utilizzano esclusivamente verso gli esseri che consideriamo inferiori.
Pensiamo inoltre all’alimentazione, il nostro linguaggio serve anche a nascondere la realtà della condizione animale e così a mitigare o prevenire i sensi di colpa associati al mangiar carne: normalmente non si dice che ci si ciba di un manzo, di un vitello, o di una mucca, ma di hamburger, bistecche o fettine; non si fa cenno ai maiali, preferendo ad essi termini come prosciutto, wurstel, insaccati, salame.
Per abusare degli animali, prima devono scomparire: non si mangiano polli, tacchini o quaglie, ma petti, cosce, ali ecc.
Il linguaggio deve essere migliorato per far si che diventi rispettoso di ogni forma di vita così che cambi la percezione che abbiamo degli altri animali e di noi stessi.

Fonte: Antispecismo, libricino di Oltre la Specie.

Samantha

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