Primi passi verso l’empatia non umana

Primi passi verso l’empatia non umana

Essere vegan è uno stile di vita, non un’etichetta; è un modo di vivere più rispettoso anche verso gli esseri senzienti non umani.
Da vegan si cerca di vivere nei fatti ancor prima che nelle parole il concetto di “rispetto per la vita”, a chiunque essa appartenga.
La scelta vegan include un profondo percorso di crescita personale, una graduale presa di coscienza di quanta sofferenza totalmente inutile venga causata dagli esseri umani altri altri esseri viventi, in particolare agli animali non umani.
Nella società odierna gli esseri senzienti non umani sono quasi sempre considerati alla stregua di oggetti: da usare, da mangiare, da rottamare, con cui divertirsi; e non si considera invece quasi mai, che essi, proprio in quanto esseri senzienti (cioè dotati della capacità di provare piacere e dolore) condividono in realtà con noi umani anche la capacità di soffrire.
Questa comprensione è il primo passo dell’essere vegan e quindi di avere la capacità di mettersi letteralmente nei panni degli altri.

 empatia non umana
La consapevolezza che la sofferenza non è suddivisibile in compartimenti stagni, ossia sofferenza di serie A (quella degli umani) e sofferenza di serie B (quella dei non umani) porta necessariamente a fare scelte più responsabili e consapevoli.
Chi sceglie lo stile di vita vegan sceglie di conseguenza di non utilizzare alcun prodotto che derivi dallo sfruttamento degli animali: pelle, pellicce, seta, lana ecc… In particolare l’alimentazione vegan, oltre alla carne e al pesce, non contempla l’uso di alcun derivato animale, neppure i derivati, come uova, latte, latticini, formaggi, miele ecc…
Per la preparazione di un pasto vegan nessun animale viene quindi ucciso, ne direttamente ne indirettamente; e nemmeno maltrattato o sfruttato.
La crudeltà a tavola non è una necessità, ma una scelta.

Samantha

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