Allevamenti, tra storia e realtà: nutriamo e cresciamo animali per cibarcene

Allevamenti, tra storia e realtà: nutriamo e cresciamo animali per cibarcene

I libri di scuola ci hanno permesso di apprendere le origini di quelli che erano i legami tra uomo e animali in ogni forma e in ogni periodo storico.
Tutti abbiamo studiato l’importanza dell’agricoltura e dell’allevamento, ricordo molto bene quando si leggevano affermazioni come questa: “bovini e ovini brucavano sui campi lasciati a pascolare durante la rotazione delle colture, cibandosi di foraggio, e il loro concime naturale viene utilizzato per fertilizzare il terreno”.
Ma che cosa è accaduto oggi?
Il rapporto tra produzione e consumo di alimenti di origine animale è cambiato nel tempo. Storicamente il commercio di prodotti freschi, come carne, latte, uova era molto difficoltoso.
L’allevamento di bestiame era legato alle disponibilità locali di risorse, come il mangime, i pascoli e l’acqua.

pascoli storiaL’allevamento industriale
Sappiamo molto bene che si è sviluppato l’allevamento industriale, un metodo intensivo di produzione che consente di diminuire i costi di produzione e parallelamente di aumentare la quantità di carne prodotta.
Il costo della carne, rispetto ad un tempo, è però basso solo per il consumatore, perchè sappiamo bene che cosa determina per gli animali e per l’ambiente.

Coltivazione e nutrimento del bestiame
Nel mondo circa 1/4 delle terre coltivabili è utilizzata per produrre foraggio, soia e cereali e 1/4 di questi cereali è utilizzato negli allevamenti industriali per nutrire il bestiame: si tratta di un elevato costo energetico oltre che economico, tanto più che gli stessi terreni potrebbero essere utilizzati per produrre il cibo di cui quella parte mondiale della popolazione ne ha bisogno.
E’ stato calcolato, infatti, che se tutti i cereali prodotti ogni anno venissero divisi tra la popolazione mondiale, ognuno riceverebbe molto di più del cibo necessario per la sopravvivenza: la realtà è, però, molto diversa, infatti da un lato i consumi alimentari dei paesi sviluppati sono talvolta eccessivi, dall’altro 2 miliardi di persone soffrono di denutrizione cronica e 18 milioni di persone muoiono per malattie legate alla fame.

 animali in vaschettaNutriamo e cresciamo animali per cibarcene
Per ottenere un chilo di carne di manzo sono necessari circa 7 chili di cereali e circa 15 mila litri di acqua.
Attualmente nel mondo, quasi due miliardi di persone dipendono dal bestiame per soddisfare le proprie necessità quotidiane.
Se prima i campi venivano lasciati “a pascolo” oggi sono stati in gran parte sostituiti da coltivazioni di mais e soia: a differenza del foraggio, questi alimenti fanno crescere l’animale molto più velocemente.
Il letame accumulato negli stabilimenti industriali di allevamento, deve essere smaltita come rifiuto: in parte perché per fertilizzare i campi oggi vengono utilizzati concimi chimici, in parte perché i reflui vengono prodotti in quantità talmente consistenti che non basterebbero tutti i campi nelle vicinanze degli allevamenti industriali per assorbire le quantità di letame prodotto.

Che cosa è successo, quindi?
La rottura dell’equilibrio tra agricoltura e allevamento ha comportato, in definitiva, un maggiore uso di risorse e una produzione di materie di scarto superiore alla capacità stessa dell’ambiente di assorbirle.

Nei libri di scuola andrebbero aggiunte queste “pagine” dove viene spiegato come si produce la carne che si trova al supermercato per rendere tutti informati su quello che determinano gli allevamenti di animali e il relativo consumo di quelli che sono i prodotti che ne derivano!

Fonte: eating

Samantha

, ,

Rispondi