Il carnismo e Melanie Joy

Il carnismo e Melanie Joy

MILANO – Sabato scorso, presso il Castello Sforzesco ha avuto luogo la Lectio Magistralis di Melanie Joy, psicologa e docente di psicologia e sociologia presso l’Università del Massachusetts (Boston).
E’ autrice anche di una serie di articoli di psicologia sulla difesa degli animali e la giustizia sociale; è inoltre la principale ricercatrice sul carnismo, l’ideologia che giustifica il mangiare la carne degli altri animali.

Cercherò di raccontarvi quello che mi ha colpito, gli aspetti importanti che meritano di essere sottolineati più di altri, è stato bellissimo ascoltarla, apprendere e rendersi conto di come il mondo sia costituito da tante persone che sensibilizzano e mettono davanti ad altre persone la realtà di una scelta di vita dettata dalla propria percezione delle cose.

 

Le parole di Melanie Joy

Partiamo dal principio… Fritz il mio cane
Fritz è arrivato quando io avevo appena due mesi e lui due anni di vita.
Il legame come Fritz è stato catalizzatore per tutta la mia vita ed è grazie a lui se oggi sono qui.
E’ stato il mio primo amico ed è stato anche il primo a spezzarmi il cuore quando è morto a 13 anni per un tumore al fegato.

Un piatto di pasta e carne di Golden Retriever
Immaginate di essere ospiti da amici che vi offrono il loro piatto migliore: spaghetti con ragù di carne. Siete così stupiti dalla bontà di questo piatto che chiedete come si prepara. La vostra amica vi dice che ci vogliono 500 grammi di carne di Golden Retriever.
Probabilmente vi si blocca il boccone in gola mentre pensate che la carne derivi da carne di cane.
Che fate? Continuare a mangiare o scartate la carne?
Prima pensavate che fosse delizioso, ora disgustoso.
La nostra percezione è vista attraverso la lente con la quale guardiamo il mondo, è plasmata dalla nostra cultura: alcune carni sono considerate commestibili, altre non commestibili e disgustose.
Il Golden Retriever è un animale vivo e si prova disgusto, ma se fosse stata carne di manzo non avremmo pensato all’animale vivo e quindi niente disgusto.

Perchè alcuni sì ed altro no?
Perchè siamo abituati a mangiare ali di pollo ma non ali di cigno?
Perchè mangiamo il cosciotto di agnello ma non di gattino (sono entrambi cuccioli)
Perchè mangiamo uova di gallina e non uova di piccione?
Perchè mangiamo zuppa di pesce ma non zuppa di lucertola?
Vi siete mai chiesti perchè non ve lo siete mai chiesti?
C’è una lacuna nelle nostri menti e nella nostra coscienza.

Braciola di maiale
Da piccola ero molto schizzinosa e mia mamma controllava tutto quello che mangiavo, non potevo alzarmi dal tavolo se il piatto non era vuoto. Appena lei si voltava io passavo gli avanzi a Fritz che era sotto il tavolo. Lei credeva a quello che le dicevo: sto solo accarezzando il cane e molte volte era vero. Con una mano accarezzavo Fritz e con l’altra stavo mangiando braciole di maiale.
Braciola che veniva da un animale che era stato tanto sensibile, consapevole, intelligente quanto il mio cane.
Non pensavo mai all’incongruenza del mio comportamento: mentre pensavo alla braciola non pensavo che effettivamente stavo mangiando un animale.
D’altra parte non facevo il collegamento: sapevo senza sapere, c’era una lacuna nella sua coscienza.
Per buona parte della mia vita non ho mai messo in discussione la possibilità di mangiare mucche, galline, nessuno mi aveva mai chiesto se volevo mangiare animali e come mi sentivo a mangiarli…
Mangiare animali era un dato di fatto, la consuetudine.

L’ultimo hamburger
Nel 1989 mi sono risvegliata in un letto d’ospedale con una flebo d’antibiotici perchè avevo preso dalla carne mangiata in un ristorante (che poi ha chiuso)  un batterio intestinale (immagine una influenza intestinale moltiplicata per 10).
E’ stata la peggiore esperienza della mia vita ma anche una delle migliori.
E’ stato un momento di svolta, prima di ammalarmi mi ero sentita sempre più a disagio di mangiare carne.
Non vedevo cose diverse, vedevo le medesime cose diversamente.

Il Carnismo
Il carnismo è un sistema di valori particolari, un’ideologia dominante, un sistema invisibile del mercato che plasma comportamenti, credenze e leggi.
E’ un’ideologia violenta, la carne non può essere procurata senza uccidere.
La principale difesa del carnismo è la negazione: se neghiamo che c’è un problema non possiamo farci niente.
La negazione è espressa prevalentemente con l’invisibilità.

124mila animali d’allevamento vengono uccisi (Melanie Joy ci ha posto questa domanda):
in un mese
in una settimana
in un giorno
in un’ora
in un minuto?
La risposta è: in un minuto
65milardi di animali vengono uccisi in un anno.

Mangiare carne è???? Normale?Naturale?Necessario?
NORMALE: quello che chiamiamo normale sono le credenze, le convizioni, i comportamenti, della cultura dominante, della norma carnistica.
Il carnismo come norma sociale è così radicato che è impossibile vederlo a meno che non ci si allontani dal seminato.
NATURALE: quello che chiamiamo naturale in realtà  è una interpretazione della cultura dominante della storia e non si riferisce alla storia umana, ma alla storia carnista.
Non si riferisce ai nostri antenati che mangiavano frutta, ma ai loro discendenti che mangiavano carne. Guardiamo indietro nella storia solo quanto ci fa comodo per giustificare le pratiche carniste.
NECESSARIO: quello che chiamiamo necessario è quello che serve per mantenere la dominazione carnista, lo status quo.
Un mito correlato a questo è il mito della proteina, della forza, ma anche questo è solo un mito: sapevate che potevate sollevare una macchina senza aver mai mangiato un grammo di carne nella vostra vita? Qui ci ha mostrato una foto di un elefante che solleva una macchina.

Il carnismo ci insegna a considerare gli animali come oggetti: qualcosa e non qualcuno, animali come astrazione che non hanno personalità; un maiale è un maiale e tutti i maiali sono uguali e ci rivolgiamo a loro come numeri.

Alla fine che cosa possiamo fare?
A noi sta a cuore la verità, gli animali.
Il fatto che noi ci teniamo ci da il coraggio per guardare in faccia la verità: il coraggio di testimoniare, osserviamo la verità con i nostri occhi.
Testimoniando ci identifichiamo, vediamo qualcosa di loro in noi e qualcosa di noi in loro.
Riconosciamo il desiderio di non soffrire.
Vediamo il mondo attraverso i loro occhi, compiamo scelte che hanno un impatto su di loro, che cosa vorrebbero loro, quando testimoniamo stabiliamo il legame e colmiamo la lacuna nella nostra coscienza.

Fritz è stato il mio primo cane, è stato per molti versi anche il mio insegnante, mi ha insegnato che l’amore è il più alto dei legami, amare qualcuno significa rispettarne l’essenza, significa che per quanto possano essere diversi da noi, hanno unva vita a cui loro tengono.

Grazie alla consapevolezza possiamo scegliere di essere testimoni attivi piuttosto che spettatori passivi.
Grazie alla consapevolezza possiamo capire se fare scelte più libere e autentiche.
Grazie alla consapevolezza possiamo davvero diventare come diceva Gandhi, il cambiamento che vogliamo vedere.

 

Martin luter king ha affermato: un’ingiustizia in qualsiasi luogo è una minaccia alla giustizia ovunque, ma è vero anche il contrario: giustizia in qualsiasi luogo è una minaccia all’ingiustizia ovunque.

Alla fine della conferenza, la casa editrice Sonda, ha conferito a Melanie Joy l’Empty Cages Prize come riconoscimento ai principi ambasciatori dei diritti animali nel mondo.

Infine, per analizzare questi e molti altri aspetti, vi consiglio il libro “Perchè amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche”, Melanie Joy – Sonda

Samantha

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2 commenti

  1. ramona v. marcard

    everything you say is true, but still i do sometimes eat meat. not often, but occasionally. i find it easier to go out or be invited, but
    the wired thing is, i do like the taste (sometimes) and i always feel a bit guilty. but your post are great and i do want to stop, but its like with smoking,- difficult


    1. Author
      Samantha

      Thank you for your compliments, it depends on what are the reasons why you take certain decisions. I hope you will be able to achieve this in mind as soon as possible to be able to completely stop.

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