Il consumo di carne e la scarsità d’acqua

Il consumo di carne e la scarsità d’acqua

In questi giorni, a Stoccolma, si sta svolgendo la settimana mondiale dell’acqua promossa dal SIWI – Istituto Internazione sull’Acqua.
All’inizio della conferenza è stato presentato il report del SIWI “Feeding a thirsty world: Challenges and opportunities for a water and food secure world” (Nutrire un mondo assetato: sfide e opportunità per ottenere la sicurezza alimentare e idrica).
Il messaggio importante contenuto nel report ed espresso dagli scienziati che l’hanno presentato afferma che sarà necessario nei prossimi 40 anni passare a un’alimentazione vegetariana per evitare una catastrofica scarsità d’acqua.
Hanno sottolineato che:
-il 70% dell’acqua nel mondo è usata per l’agricoltura, ma gran parte dell’agricoltura è dedicata alla coltivazione di mangimi per animali, non all’alimentazione umana
-una dieta basata sui cibi animali consuma da 5 a 10 volte tanta acqua rispetto a una basata sui vegetali.
-oggi, in media, il 20% delle proteine è assunto da prodotti animali ed è necessario diminuire drasticamente questo valore, almeno fino al 5%
-per poter nutrire tutti, in una situazione di scarsità d’acqua già oggi drammatica, bisogna spostarsi verso una dieta vegetariana.

Il problema che più minaccia le risorse idriche mondiali è quello del “Food vs feed”, vale a dire della “concorrenza” tra cibo vegetale per il consumo umano (food) e mangimi per animali (feed): vengono sottratti terreni fertili per la produzione di mangimi per animali alla produzione di cibo vegetale per gli esseri umani. La metà dei cereali e il 90% della soia sono usati come mangimi per gli animali, e il 2/3 delle terre fertili è dedicata all’allevamento di animali.
Questo significa sprecare un’enorme quantità di risorse, non solo acqua, ma anche energia, sostanze chimiche, suolo, il cibo stesso, perchè gli animali necessitano mediamente di essere nutriti con 15 kg di vegetali (appositamente coltivati) per ogni kg di carne prodotta. Questa trasformazione da cibo vegetale a cibo animale, estremamente inefficiente, è dunque la causa di enormi impatti sull’ambiente e spreco di risorse.

Il mondo è sempre più popolato e un numero sempre crescente di persone sta passando da una alimentazione tradizionale, basata sul consumo di vegetali, a una alimentazione che finora solo una piccola percentuale di popolazione ha seguito: quella dell’ultimo mezzo secolo, nei paesi industrializzati, basata sul consumo quotidiano di cibi animali, estremamente sbilanciata da un punto di vista nutrizionale, ed estremamente costosa dal punto di vista ambientale.

Finora questo è stato possibile solo perchè una piccola parte di persone si nutriva in modo così squilibrato: ma se tutti ora si spostano verso questa dieta, e il numero di persone nel mondo è in crescita, è semplicemente impossibile continuare una produzione così inefficiente.

Tutto questo, naturalmente, vale per ogni genere di prodotto animale.

La soluzione di tornare, come è sempre stato nella storia dell’umanità, verso un’alimentazione basata sui vegetali, dunque è obbligata, ed è anche giusta, nel senso più completo del termine: è giusta pe gli animali che sono esseri senzienti e non macchine, è giusta da un punto di vista sociale, perchè una piccola parte del mondo non può sfruttare le risorse del 90% del pianeta, è giusta da un punto di vista ecologista, perchè non possiamo continuare a distruggere il nostro pianeta in questo modo; è giusta per la nostra salute, perchè i cibi animali sono quelli che promuovono malattie degenerative.

Fonte: scienzavegetariana

Samantha

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