Lo spreco di risorse determinate dall’allevamento

Lo spreco di risorse determinate dall’allevamento

Solitamente per ottenere un chilo di carne servono 15 chili di vegetali forniti agli animali come mangime, da questo si capisce molto bene lo spreco enorme di risorse causato dalla produzione di carne (compreso il pesce), latticini e uova, tutti prodotti derivati dall’allevamento di animali.
Con la stessa quantità di risorse si possono nutrire circa 10 persone che si nutrono direttamente di vegetali oppure una sola che basa  la sua alimentazione su carne, pesce, latte e uova. Appare chiaro dunque quale sia la scelta più sostenbile, corretta, logica e intelligente.
Lo spreco derivante dall’allevamento di animali è un problema molto serio che cresce di anno in anno.
Senza gli allevamenti che cosa accadrebbe?
Senza le coltivazioni richieste dagli allevamenti, la quantità di vegetali necessaria sarebbe circa un decimo rispetto all’attuale e comporterebbe anche un uso più razionale e sostenibile dei terreni: le coltivazioni per il diretto consumo umano non avrebbero bisogno di un’agricoltura intensiva spinta, e si eviterebbe così l’impoverimento del terreno e il ricorso a fertilizzanti chimici.
Gli esseri umani hanno solo da guadagnare nel consumo diretto di cereali e legumi (tra cui la soia, ma soprattutto tutti gli altri legumi) anziché passare attraverso la “trasformazione” da cibo vegetale ad animale. Questa trasformazione viene realizzata sfruttando gli animali come “fabbriche di proteine alla rovescia”: alla rovescia perché vengono nutriti con cibi che hanno un certo contenuto di proteine e ne “restituiscono” una quantità molto minore in forma di carne, latte e uova. In compenso, questi “cibi” contengono una serie di sostanze dannose per la salute umana che i vegetali non contengono proprio (in primis i grassi saturi), e mancano di vari nutrienti salutari che i vegetali invece contengono: fibra, vitamine, sostanze antiossidanti.
Spostare i propri consumi dai cibi animali ai cibi vegetali è la mossa più responsabile che si possa compiere: la varietà di piatti che si possono prepare a base di ingredienti vegetali è la stessa, anzi, è maggiore, dato che nelle abitudini comuni ormai si utilizza una ben ristretta quantità di ingredienti.
In compenso, otteniamo innumerevoli vantaggi: evitiamo la sofferenza estrema e l’uccisione di milioni di esseri senzienti oggi usati come macchine (gli animali d’allevamento), riduciamo (fino al 90%, per un’alimentazione 100% vegetale) lo spreco di risorse, l’impatto sull’ambiente causato dalla produzione alimentare (effetto serra compreso) e l’insorgere delle malattie degenerative (maggior causa di morte e invalidità nei paesi industrializzati).

Fonte:scienzavegetariana

Samantha

, , , ,

Rispondi