Il futuro: carnivori o veg? Basta carne, basta pesce e sì ai cibi vegetali

Il futuro: carnivori o veg? Basta carne, basta pesce e sì ai cibi vegetali

Oggi si è dipendenti da molte cose, una fra queste è il cibo che si considera talmente naturale da non valutare molti aspetti importanti.
Sappiamo tutti molto bene che fino a un po’ di anni fa (neanche troppo lontani) il consumo di carne era molto inferiori rispetto ai giorni nostri; concedersi la bistecca era un lusso di pochi.
Ma dagli anni 50 invece il consumo quotidiano di carne sembra una cosa all’ordine del giorno.
L’informazione e i media fanno sembrare tutto indispensabile e altamente benefico per ogni essere vivente, siamo circondati da false verità in cui il consumo di carne predomina su ogni altro fattore.
Ci si è convinti che tali comportamenti siano giusti e si è continuato a seguire questa strada senza considerare altre possibilità; se così viene fatto si è in grado solo di criticare negativamente.
Fin dall’inzio del suo percorso evolutivo, l’uomo pare proprio praticasse un’alimentazione vegetariana. Gli Australopitechi in genere (dai 4,4 a 1 milione di anni fa) possedevano un evidente adattamento a nutrirsi di cibi duri (semi e foglie) dimostrato dalla forma delle teste e dalla dendatura, che includeva incisivi e canini più piccoli rispetto a quelli delle scimmie e smalto dei molari ispessito.
L’inserimento della carne nella dieta arrivò più tardi, con l’Homo Habilis (da 2,3 milioni a 1,6 milioni di anni fa), quando, probabilmente a causa di una serie di accadimenti geologici e metereologici, venne a modificarsi l’habitat originario.
Ma il cibo per il futuro, come dimostrano sempre più spesso studi e persone del settore, è vegetale.
La longevità e il futuro sono vegetali, la rivoluzione comincia da noi.
La dieta senza carne e che minimizza l’apporto di prodotti animali può prevenire il 90% delle malattie del cuore; e l’arteriosclerosi è sconosciuta nel mondo dei veg.
Una recente ricerca (conclusa nei primi mesi del 2009) lo ha confermato: chi segue una dieta vegetariana ha meno probabilità di ammalarsi di cancro rispetto a chi mangia carne.
Pubblicato sul “British Journal of Cancer” e riportato subito dalla stampa mondiale, lo studio ha seguito lo stato di salute di 61 mila persone nel corso di 12 anni e i risultati sono notevoli: i vegetariani hanno il 45% di probabilità in meno di ammalarsi di cancro del sangue e il 12% in meno di ammalarsi di qualsiasi tipo di cancro, rispetto a chi segue una dieta onnivora.
Non mangiare carne, ne pesce, ne altri prodotti di origine animale per molti è già un piacere, ma può diventarlo per tutti. Si tratta di bandire dalle nostra tavole violenza, chimica e tutte le schifezze colorate, pubblicizzate e sterilizzate…

Nulla sarà più benefico per la salute umana e aumenterà la possibilità di sopravvivenza della Terra dell’evoluzione verso una dieta vegetariana [Albert Einstein]

Lunga vita ai cibi vegetali! 🙂

Fonte parziale: Ne di carne, ne di pesce –  Stefano Momentè

Samantha

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4 commenti

  1. Giulia

    Cara Samantha,
    ho letto con molto interesse le tue parole. Premetto che non sono (ancora) vegetariana, nonostante tutti i tentativi che io abbia fatto per diventarlo. Ma più passa il tempo e più mi documento, più la scelta del vegetarianesimo diventa “un’urgenza”. Urgenza etica e personale. Sto cercando di compiere i primi passi (ne ho scritto giusto nell’ultimo post del mio blog, coincidenza!) sperando che siano quelli giusti. La mia coscienza entra in conflitto con tanti aspetti del mangiare che sembrano radicati in me da tempi remotissimi. Ma credo che arrivi un momento in cui bisogna essere coerenti con se stessi. Mi trovo inoltre del tutto d’accordo sulla necessità – a prescindere dall’essere o meno vegetariani – di diminuire il consumo di carne che è veramente eccessivo. Purtroppo “la fettina è comoda, veloce e pratica” da preparare e i carrelli della spesa ne sono pieni. E’ un mondo che va troppo veloce anche per fermarsi a riflettere su ciò di cui il nostro stesso organismo ha bisogno. Una vera scelta vegetariana dovrebbe implicare un nuovo approccio all’ambiente e la riconsiderazione di tante scelte che – si sa – sono il profitto di pochi imprenditori e grandi compagnie. Il riappropriarsi di un’etica animalista è solo il primo passo, il successivo dovrebbe essere riprendersi ciò la società del benessere ci ha tolto e ha tolto al mondo della natura tutta. Utopia, lo so. Ma essere utopisti è il solo modo di essere concreti, oggi.

    Scusami per questa “sciorinata” di parole, mi sono fatta prendere la mano! Seguo spesso il tuo blog e…tornerò a chiederti consigli.

    Un abbraccio, buona giornata

    Giulia


    1. Author
      Samantha

      Ciao Giulia,
      scusami per la tardiva risposta ma i giorni scorsi (causa vacanza) ho guardato poco la pagina facebook e per niente il blog…
      Mi fa sempre piacere ricevere pareri di persone che sono cuoriose, guardano questa scelta come quella corretta da seguire e che cercando di documentarsi per agire nel modo giusto!
      “La fettina è comoda, veloce e pratica”… hai ragione, ma non non è così rapida l’uccisione e la sofferenza di quel pasto così “pratico”… bisogna soltanto abituarsi a un modo migliore di nutrirsi!
      Volere è potere, e poi come dici tu tutti dovrebbero consumare meno carne: per gli animali, per la salute e per l’ambiente.
      Ci sono tante cose impicate in questo argomento, ma non per questo ci si deve demoralizzare e fermarsi, bisogna seguire il proprio percorso ed essere consapevoli delle proprie scelte!
      Un abbraccio
      Samantha

  2. Riccardo

    ciao Samantha , sono capitato per caso sul tuo articolo e permettimi di raccontarti la mia esperienza, sono un animalista convinto e attivista in difesa degli animali, in questi anni ho capito che la società fa fatica a cambiare perchè nessuno gli spiega cosa mangiare e perchè la nostra politica non aiuta nonostante l’ONU abbia detto che bisogna diminuire il consumo di carne…Io ho imparato a regalare ai miei parenti dei menù vegani che scrivo a mano…Regalo poi libri sull’argomento come quello di Margherita Hack (perchè sono vegetariana) oppure Liberazione animale di Peter Singer oppure Se niente importa di J.Safran Faoer ecc…Sai, penso che se tutti vedessero un allevamento intensivo, sentissero le grida degli animali, l’odore del sangue dei propri simili, cambierebbero subito l’alimentazione ma le persone purtroppo non sanno che fine fanno i pulcini maschi tritati vivi, non sanno perchè la carne di vitello è bianca ecc…io ormai ne ho fatto una battaglia di vita, informare più persone possibili…un saluto. Riccardo


    1. Author
      Samantha

      Ciao Riccardo!
      Ti capisco molto bene e mi riconosco molto in quello che dici… anch’io sono animalista convinta e attivista e cerco d’informare anche grazie a questo blog.
      La mia consapevolezza mi ha portato ad un cambiamento prima in modo riduttivo e poi più esteso per quanto possibile.
      L’informazione e la divulgazione sono “l’arma” che ci permettono di far comprendere cosa si nasconde dietro l’uccisione di milione di animali, dietro lo sfruttamento dei circhi,zoo, dietro alla sperimentazione, dietro al consumo di formaggi e uova ecc… noi sappiamo bene tutte queste cose ma noi ci stancheremo mai d’informare e far si che anche gli altri possano comprendere!
      Cari saluti
      Samantha

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