No alla sagra degli uccelli di Sacile

No alla sagra degli uccelli di Sacile

La Sagra dei Osei è una manifestazione avicola che ha luogo tutti gli anni a Sacile la prima domenica dopo Ferragosto.
Nata verso la fine del 1200 ed incentrata sull’esposizione e sul mercato di uccelli da canto, è considerata una delle più antiche sagre popolari d’Italia.
La voglia di restare aggrappati alle tradizioni fa si che ogni anno migliaia di merli, cesene, allodole, tordi bottacci, tordi sasselli, vegano catturati nelle reti dopo essere stati attirati da altri uccelli che, chiusi nelle loro gabbiette poste in prossimità delle reti di cattura, hanno il compito di cantare per intrappolare i loro simili.
La prigonia di animali viene vista come una grande festa, un’occasione per fare una gita fuori porta, una giornata per stare tutti insieme…
Ma non c’è nulla di straordinario per le centinaia di uccelli constretti a spendere la loro vita in gabbia.
Che messaggio arriva ai bambini, che cosa si vuole insegnare?
E’ moralmente accettabile che un animale viva la propria vita in una gabbia chiuso come se fosse in una prigione?
Non c’è nulla di educativo, non c’è nulla di giusto e non c’è un briciolo di empatia nei confronti di creature costrette ad essere sfruttate e sottomesse come se fossero di proprietà dell’uomo.
Cerchiamo di immedesimarci per un attimo nella loro prigionia: come potremmo noi “vivere” in una ambiente chiuso (ad esempio nel bagno di casa nostra), con solo acqua, cibo e la possibilità di fare i propri bisogni fisiologici senza mai uscire?

Tom Regan insegna e dice: “Dobbiamo svuotare le gabbie, non renderle più grandi”.

Fonte e foto: nosagraosei (visitate per ulteriori informazioni)

Samantha

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