In un giorno di rinascita ecco le vittime: gli agnelli

In un giorno di rinascita ecco le vittime: gli agnelli

Agnello, che cosa viene in mente con questa parola?
Provate a chiudere gli occhi e immaginate… io vedo un bellissimo e tenero cucciolo che corre felice su un bel prato verde.
La tecnologia ci insegna a cercare tutto su internet e proprio con il motore di ricerca troviamo come prima notizia quella di wikipedia in cui agnello, dal latino agnus, è un termine che può indicare: il cucciolo della pecora e per estensione la sua carne o la sua pelle conciata e rasata in uso nell’abbigliamento oppure una persona pacifica, pura e innocente, nel Cristianesimo l’Agnello di Dio è Gesù Cristo.
L’agnello è la vittima numero uno per celebrare un giorno di rinascita.
L’agnello è il cucciolo che viene strappato alla mamma per finire al mattatoio, l’agnello è una delle tante vittime dell’uomo.
Eppure la Pasqua è la festività cristiana che ricorda la risurrezione di Gesù e in un giorno di pace, invece sono 2.000.000 le vittime sacrificate.
Tutto questo è giusto?
Possiamo considerarci in pace quando ci sediamo a tavola e mangiamo un cadavere di un altro essere vivente?
Io, personalmente, non ricordo di aver mai mangiato carne di agnello; ho sempre rifiutato (se pur ragionando in modo scorretto) certi tipi di carne.
Ma in questi giorni, avvicinandoci al periodo Pasquale, in rete iniziano a girare immagini toccanti e profondamenti tristi e quindi non potevo non trattare l’argomento.
L’agnello della tradizione ebraica veniva immolato il giorno precedente la Pasqua ebraica e Gesù Cristo venne ucciso appunto in quel giorno.

Questo un tratto del Nuovo Testamento:

Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua sorte? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per l’iniquità del mio popolo fu percosso a morte. Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza né vi fosse inganno nella sua bocca. Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in espiazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore. Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà la loro iniquità. Perciò Dio gli darà in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino, perché ha consegnato se stesso alla morte ed è stato annoverato tra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i peccatori.

Il Signore disse a Mosè e ad Aronne nel paese d’Egitto: Questo mese sarà per voi l’inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell’anno. Parlate a tutta la comunità d’Israele e dite: Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per consumare un agnello, si assocerà al suo vicino, al più prossimo della casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l’agnello secondo quanto ciascuno può mangiare. Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell’anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo custodirete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l’assemblea della comunità d’Israele lo immolerà tra i due vespri. Preso un po’ del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull’architrave delle case, in cui lo dovranno mangiare. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco, la mangeranno con azzimi ed erbe amare. Non lo mangerete crudo, né bollito nell’acqua, ma solo arrostito al fuoco con la testa, le gambe e le viscere. Non ne dovete far avanzare fino al mattino: quello che al mattino sarà avanzato lo brucerete nel fuoco. Ecco in qual modo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la pasqua del Signore! In quella notte io passerò nel paese d’Egitto e colpirò ogni primogenito nel paese d’Egitto, uomo o bestia; così farò giustizia di tutti gli dei dell’Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle vostre case sarà il segno che voi siete dentro: io vedrò il sangue e passerò oltre, non vi sarà per voi flagello di sterminio, quando io colpirò il paese d’Egitto. Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione, lo celebrerete con un rito perenne. In una sola casa si mangerà: non ne porterai la carne fuori di casa; non ne spezzerete alcun osso.

I più deboli, gli impotenti sono sempre stati vittime del più “forte”, di chi ha la possibilità di scelta.

Noi abbiamo scelto di non essere complici di queste atrocità, anche tu puoi farlo.

Per una Pasqua senza sangue, un pensiero a tutti gli agnelli.

Samantha

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