Macchine da corsa: la morte del purosangue Hickstead

Macchine da corsa: la morte del purosangue Hickstead

Ancora una vittima. Un altro animale è morto a causa probabilmente dell’egoismo umano, che riesce a decidere cosa è giusto e cosa non lo è per coloro che vengono ritenute macchine da lavoro, cibo, intrattenitori e molto altro ancora.
Domenica scorsa seguendo il telegiornale ho visto la morte in “diretta” avvenuta al cavallo purosangue olandese Hickstead; durante la tappa italiana della FEI Rolex World Cup a FieraCavalli (Verona), alla fine del percorso mentre si avvicina all’uscita del campo, ha cominciato a barcollare e infine si è accasciato al suolo.
Una vera angoscia vedere l’animale spegnersi così.
Come giudicare ciò che è accaduto?
Gli animali vengono usati dall’uomo secondo le proprie necessità, secondo le proprie esigenze o interessi e  quello che è accaduto a questo povero esemplare forse poteva essere evitato.
I cavalli vengono trasformati in sportivi, quando in natura vivrebbero tutt’altra vita.
Queste le parole della responsabile nazionale LAV Settore Equidi, Nadia Zurlo: “Al momento non è stata resa nota la causa della morte, anche se alcune voci  già il 6 parlavano di aneurisma: sarà ovviamente l’esame necroscopico a dare una risposta a questa domanda, a tal fine abbiamo inoltrato una richiesta di accertamenti agli enti competenti.
La nostra posizione in merito a qualsiasi competizione equestre è di assoluta contrarietà, in quanto ai cavalli sono richieste altissime prestazioni fisiche, che incidono negativamente sulla loro salute e sul loro benessere.
Dietro ai mantelli lucidi di questi cavalli, a nastri e criniere intrecciate, c’è una vita al servizio dell’uomo, l’agonismo imposto e l’esposizione – diretta o indiretta – a molti rischi. Tutto questo fa di loro semplici macchine da corsa o da performance atletiche, ammirati e osannati finché sono campioni, ma quando si spengono i riflettori e giunge la cosiddetta fine carriera, spesso li attende un triste futuro.
E’ molto triste pensare che la vita di un cavallo abbia valore solo quando può offrire qualcosa, in termini di lavoro e di guadagno, agli esseri umani.
La morte di Hickstead dovrebbe indurci a riflettere sul nostro comportamento nei confronti di questi meravigliosi animali”.

In Italia sono migliaia i cavalli che come Hickstead vengono impiegati nell’ippica e negli sport equestri.
A differenza dell’essere umano, loro non possono decidere cosa fare della loro vita, sono usati come macchine da corsa e contro la loro natura impiegati per scopi meramente umani.

Fonte: LAV

Samantha

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