Circo senza animali in Perù

Circo senza animali in Perù

E’ notizia di questi giorni che in Perù sia stato vietato il circo con gli animali, eppure tranne nel web e attraverso il social network Facebook, la notizia non è stata trattata da nessun giornale e tg… la notizia non fa notizia?
Eccome, ma interessa a pochi, una piccola nicchia e allora non se ne parla.
Ma io, invece ne parlo perchè è una notizia a favore degli animali che merita interesse.
Il Presidente del Perù, Alan Garcia, ha firmato due giorni fa la nuova legge che bandisce l’uso di animali nei circhi.
Come ha dichiarata l’ADI (Animal Defenders International) si tratta di animali selvatici.
Solitamente questa definizione viene utilizzata per indicare le specie animali non assoggettate ad addomesticamento dell’uomo, quali grandi felini, elefanti, scimmie, elefanti e più in generale tutte le “eostiche”.
La decione del Perù, arriva poco dopo quella della Bolivia dove il presidente Evo Morales ha firmato analoga legge, valida per tutte le specie animali.
Nel nostro paese invece, come sempre, siamo ancora indietro.

Circo = sofferenza
Solo nei circhi del nostro paese ci sono circa 2000 animali.
La loro vita comincia sempre da una gabbia. Le tigri, i leoni e gli altri sono molto spesso figli di genitori prigionieri, nati anche loro in cattività.
Gli animali utilizzati per gli “spettacoli” (possiamo definirli tali?) trascorrono la loro “vita” in spazi angusti delimitati da sbarre, in stretti recinti o legati a cortissime catene.
Gli animali non scelgono di esibirsi, gli viene imposto. La loro volontà viene spezzata e gli animali sono dei veri e propri burattini nelle mani dei domatori.

Contro la propria etologia
Un circo di medie dimensioni può arrivare a occupare un’area compresa tra i 3000 e i 5000 metri quadrati (roulotte, tendone e camion compresi), e ospitare fino a 120-150 animali.
In una superficie così limitata i  felini sono costretti a vivere in un contenitore metallico di tre metri quadrati, gli elefanti sono ancorati a due cortissime catene, quando invece dovrebbero avere la possibilità di muoversi nei 15 metri quadrati previsti dai parametri per il corretto mantenimento di molti degli animali.

Ovviamente tutto questo va contro i propri bisogni etologici dei singoli animali.
Per capirci meglio facciamo un esempio: le tigri. In natura sono felini solitari che comunicano con tracce odorose, lasciate in punti opportuni del loro territorio che può raggiungere le centinaia di chilometri quadrati. Mangiano quando sono affamate e sono in grado di stare giorni senza alimentarsi.
Recluse nelle strutture circensi sono invece costrette in pochissimi metri quadrati di superficie, a volte in gruppi di 10 – 15 e vengono nutrite sempre allo stesso orario.

Un circo senza animali
Perchè dover utilizzare ancora gli animali contro il loro volere (loro non scelgono di esibirsi) quando c’è un circo più bello senza animali?
Ci sono tanti spettacoli come il Cirque du Soleil, che diffondono e promuovono uno spettacolo completamente nuovo, basato solo su artisti umani. Giocolieri, clown ed equilibristi, ma anche cantanti e ballerini danno vita ad indimenticabili show d’intrattenimento.

In questi tipi di circo ci sono artisti che scelgono di esibirsi, nessuna frusta, nessuna privazione, nessun dolore e nessun animale.
Lasciamo che vivano nel loro habitat naturale.

Ora che sai non fare finta di niente e scegli anche tu di andare in un circo umano, senza animali!

Fonte: Geapress – LAV

Samantha

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1 commento

  1. Anna

    Il Perù è più avanti dell’Italia che ancora promuove divertimenti diseducativi e incivili…trainare per tutti i paesi esseri senzienti in minuscoli spazi (gabbie=prigioni), costretti con sevizie (pungoli, anche elettrici, fruste, ecc…) per accontentare un padrone barbaro e i stolti pagano questa crudeltà, insegnando a ridere…a nessuno piacerebbe che si ridesse del dolore del proprio…

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