Gabbie Vuote di Tom Regan

Gabbie Vuote di Tom Regan

C’è un libro che secondo me nella biblioteca di un animalista -attivista – veg* non dovrebbe assolutamente mancare ed è ” Gabbie vuote” di Tom Regan.
Di questo libro ho la vecchia versione (autografata) e l’ultima ristampa che mi ha permesso di conoscere da vicino questo leader dei diritti animali, ero molto emozionata ed entusiasta quando nel 2009 Tom Regan venne a Milano a presentare la sua seconda edizione italiana.
All’epoca ero  più timida di adesso e non riuscii a chiedergli tutto quello che avrei voluto o che gli chiederei adesso.
Perchè avere questo libro nella propria libreria personale? Perchè non è un semplice libro, è qualcosa di più, parole che descrivono fatti, eventi, situazioni come mai nessuno ha fatto prima, dove Tom Regan parla e mette in primo piano i diritti degli animali trattando questo argomento in modo semplice e chiaro.
Tom Regan è riconosciuto da decenni come il più grande filosofo portavoce del movimento per la liberazione animale proponendo la più lucida e argomentata difesa teorica dei diritti animali.
Non voglio descrivervi il libro, perchè reputo che sia necessario leggerlo per comprenderne tutte le sue parti.
Vi posso dire che Tom Regan da temporeggiatore ha avuto per metà della sua vita solo una vaga percezione di che cosa potesse significare coscienza animalista; non solo mangiava di gusto qualsiasi tipo di carne, ma ha anche lavorato come garzone in una macelleria. “Ogni santo giorno mi immergevo fino al gomito nelle carcasse di mucche, vitelli, e maiali. Tagliavo. Tagliavo la loro carne a dadini. La tagliavo a cubetti. La tritavo. La affettavo. La facevo a pezzi. La segavo. La loro fredda carnesi accoppiava bene alla mia altrettanto fredda determinazione” […]
Per capire che cosa cambiò nella sua vita vi invito a leggere il libro Gabbie Vuote, un libro che potrà aiutare a cambiare il proprio modo di pensare.
Ora vorrei condividere con voi, ciò che chiesi a Tom Regan quando lo incontrai presso il ristorante ” Muscolo di grano”, diventato nel frattempo ” Al grande cerchio“.

L’incontro con Tom Regan
Come pensa siano cambiate le cose in questi ultimi 20 anni?
Il mio lavoro fa parte di questo lungo percorso sugli scritti dei diritti animali, sono sicuro che quando io non ci sarò più altre persone continueranno a scrivere di diritti animali.
Cambiamenti, ce ne sono stati: pensate al sistema educativo come se fosse un castello ed intorno c’è un fossato, fino a 20 anni fa le nostre idee erano fuori dal fossato, oggi sono all’interno.
Ci sono molti professori che oggi parlano di diritti animali, magari anche non credendoci molto, ma l’importante è che vengano discussi.
Negli Stati Uniti ad esempio non vengono più usati gli animali per fare esperimenti, prima eri obbligato, se non lo facevi venivi penalizzato nel punteggio.

Come venivano trattati gli animali nei laboratori scolastici?
Nelle scuole dove si insegna medicina c’era l’aula “il laboratorio del cane” dove appunto venivano fatti esperimenti su di essi.
Ogni studenti era obbligato a effettuare tre interventi vitali su questo animali.
Uno di questi era aprire in due lo stomaco e prendere 6 parti per poi ricucirlo,oppure dovevano rompergli una gamba e ingessargliela, tutto questo senza che gli animali ricevessero nessun tipo di calmante.

I media come sono cambiati negli anni?
Negli Stati Uniti così come anche qui in Italia i media hanno preso a cuore questa situazione, prima ci si interessava solo quando c’era qualcosa di illegale, mentre oggi sono sicuramente molto più attivi.
Prima se un bambino era obeso non se ne parlava, alzandosi la mattina il primo pensiero era: cosa diamo da mangiare ai bambini per farli essere così grassi? Una dieta a base di carne. Oggi invece i giornali parlano molto più spesso sulla qualità del cibo vegetariano-vegano e dei loro benefici sulla salute.
Sempre più media si sono resi conto dell’interconnessione che c’è tra l’allevamento e tutti i problemi della terra.

Come mai i governi se ne fregano?
Forse, prima o poi, se ne accorgeranno anche i governi. Più i lettori si informeranno e più i governi saranno obbligati a dare delle risposte.

Le industrie come reagiscono a questo movimento dei diritti animali?
Le industrie convincono gli individui che gli animali vengono trattati UMANAMENTE.
Agli animali nei laboratori gli vengono tolti gli occhi, tagliate le orecchie, gli rompono le ossa, gli fanno fare la fame, li affogano, gli vengono fatti inalare fumi tossici, vengono praticate scosse elettriche…
Le industrie farmaceutiche continuano a sostenere di trattare gli animali umanamente.

Il messaggio che vuole far arrivare con il suo libro?
Bisongna capire che non c’è nessuna differenza tra un’aragosta, un cane, un gatto, e un pesce; questi animali sono nel mondo e ciò che capita a loro fa la differenza.
Non c’è una formula magica, ci sono persone che forse in tutta una vita non cambieranno mai idea, altre che lo faranno dopo un evento traumatico, altre ancora che nasceranno così e quelle che invece diventeranno attivisti per gli animali a poco a poco.
Quello che io dico è che bisogna: educare, educare, educare. Non ci sarà mai un cambiamento di massa, ogni attivista dovrebbe lavorare una persona alla volta, è l’unico modo di cambiare la percezione.

Grazie a Tom Regan per il suo lavoro, i suoi libri e per essere il leader intellettuale del movimento per i diritti animali.

Gabbie Vuote, La sfida dei diritti animali – Tom Regan (Sonda)

Samantha

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