Veggie Pride 2011

Veggie Pride 2011

La quarta edizione italiana del Veggie Pride è terminata e anche quest’anno porto nel cuore un bellissimo ricordo.
Sono giornate come queste che mi fanno davvero sentire a casa, insieme a tutti quelli che come me, credono che gli animali siano i nostri fratelli, siano uguali a noi e abbiamo il diritto di condurre una vita vera, non di diventare cadaveri per l’alimentazione umana.
Un giorno all’anno per stare tutti insieme ed esprimere la fierezza di essere vegetariani e vegani, un giorno all’anno per esprimere in piazza pubblicamente il proprio rifiuto di uccidere animali per mangiarli, un giorno all’anno per portare in piazza la propria scelta di vita e condividerla.
Tutti, con la propria presenza, i propri travestimenti e cartelli abbiamo percorso le strade di Milano con l’orgoglio di essere veg(etari)ani
Poter esprimere liberamente di essere animali solidali con gli altri animali senza la paura di essere derisi, attaccati o più semplicemente non capiti.
Difendo con orgoglio quello in cui credo e partecipare al Veggie Pride è un modo per rivendicare la realtà di appartenere a coloro che non vogliono più macelli, allevamenti e sofferenza.

Il corteo è partito da Piazza Missori, abbiamo proseguito per il Corso di Porta Romana, siamo arrivati in via Molino delle armi, dove davanti alle colonne di San Lorenzo c’è stata la rappresentazione di “una scena del crimine” in cui le sagome delle vittime erano dei corpi di diversi animali da carne, latte e uova.
Dopo Corso di Porta Ticinese abbiamo terminato il corteo in Piazza XIV Maggio dove è stato possibile vedere le bellissime foto di Diana Debord “We are all animals”, mangiare dei buonissimi panini vegan e tenersi aggiornati con il materiale informativo del banchetto di Oltre la Specie.
La giornata è terminata con la cena tenutasi nel ristorante macrobiotico-vegano “La sana Gola” in via Carlo Farina 70.

Testimonianze
Durante il corteo oltre alle famiglie veg(etari)ane, non ho potuto fare a meno di notare una ragazza incinta, allora le ho chiesto se poteva raccontarmi un po’ la sua storia proprio per testimoniare come sia possibile essere veg e in salute anche aspettando un bambino.
Mariachiara, vegetariana da circa 10 anni e vegana da 7.
La scelta che l’ha portata a diventare vegana è avvenuta in seguito all’attività di volontariato presso la LAV.
“Se si amano gli animali, non puoi non diventare veg(etari)ano”.
Il medico che la segue non ha criticato la scelta alimentare di Mariachiara, anzi appoggia la scelta di non mangiare carne, l’importante è sapersi nutrire in modo sano ed equilibrato.
Doversi confrontare quotidianamente con onnivori non è sempre semplice, per Mariachiara è ancora più difficile visto che porta in grembo un bambino.
“Io porto avanti le mie idee, i miei valori e miei principi senza nessun tipo di vergogna perchè so per davvero che non è una cosa che fa male a mio figlio”.
Il messaggio che vuole lanciare Mariachiara è rivolto a tutte le persone sulla faccia di questa terra, donne, incinte e non, uomini, bambini, di scegliere sempre per la vita, e ricordarsi che è di tutti, anche degli animali e non può portare altro che benefici.
Ho scoperto con grande piacere che Mariachiara verrà seguita dalla Dottoressa Michela De Petris, quindi seguiremo insieme a lei le fasi di una mamma vegana.

Vorrei parlarvi anche di Enza, una mamma vegetariana che ho conosciuto grazie a facebook e con cui ho avuto il piacere di cenare dopo il corteo.
Enza è vegetariana da circa 25 anni, ma alcuni animali si rifiutava di mangiarli già nella prima infanzia.
Fin da piccola Enza ha assistito a atti crudeli compiuti nei confronti degli animali.
Dove viveva da bambina, in provincia di Caserta, un giorno al mercato ha comprato due oche e le ha portate a casa.
La mamma gliele fece tenere, divennero grandi, Enza si affezzionò.
Ma un bel giorno, visto che nella cultura locale non era possibile che gli animali morissero di vecchiaia, decisero che era arrivato il momento di tagliare la testa alle due malcapitate.
Un altro episodio ha come protagonista una pecora: Enza giocava con lei come si fa con un cagnolino, si era instaurata una grande amicizia, ma la storia non ha nuovamente un lieto fine.
Mariagnese, la pecora, venne portata via dal macellaio con una corda al collo.
A 17 anni d’età però ci fu la vera svolta, dopo l’ennesimo episodio brutale alle spese di un bufalino, Enza decise che non avrebbe mai più mangiato nessun tipo di carne.

Rigrazio Mariachiara ed Enza per le loro testimonianze e anche tutti gli organizzatori del Veggie Pride.

In attesa della prossima edizione e di vedervi sempre più numerosi, saluto tutti gli animali solidali con gli altri animali.

Samantha

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4 commenti

  1. Mariachiara

    Bell’articolo 🙂 sono fiera che tu abbia pubblicato l’intervista fattomi..sperando di essere d’esempio per qualche altra mamma non ancora veg. Un vegabbraccio. Mariachiara


    1. Author
      Samantha

      Grazie a te per la bella chiaccherata! Spero davvero che la tua testimonianza possa servire a tante mamme veg alle prime armi o con qualche perplessità nel far crescere il proprio bimbo vegano fin dalla nascita…
      Un caro saluto a te al tuo bimbo 😉

  2. Samantha

    Cara Samantha,
    non ho partecipato al Veggie Pride perchè sapevo quello che avrei trovato. Non mi sarei sentita a casa purtroppo. Non mi sarei per niente sentita circondata da quello che è il mio vivere quotidiano e ho dovuto rinunciarci. Non mi sentirei a mio agio in una situazione del genere.
    Ti spiego: non sono contraria a portare all’esterno quelle che sono le nostre esperienze, diciamo che sono contraria ad alcuni modi di portarle all’esterno, modi che a mio parere sono svantaggiosi proprio per la causa che stiamo perseguendo.
    Avere un atteggiamento non giudicante e non supponente è fondamentale per far sì che qualcuno ascolti le nostre parole.
    Credo che la Non-Azione sia l’Azione più grande che si possa fare. Attenzione: la Non-Azione per me non significa essere passivi ma significa indirizzare lo sguardo sul il nostro comportamento per far nascere riflessioni nell’altro.

    In questo modo cadiamo nella trappola del giudizio, del sentirci eletti, di sentire che siamo diversi e migliori degli altri.
    Imparare a guardare con gli occhi degli altri è il primo modo per avvicinare chi non conosce questo mondo.
    Quanta compassione, quanta armonia, quanta consapevolezza ci vuole per avere un atteggiamento non giudicante nei confronti degli onnivori? TANTA. Il movimento Veg è abbastanza maturo per smettere di puntare il dito e rendersi conto che, come diceva il buon Gandhi, dobbiamo semplicemente ESSERE il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo?

    Ovviamente non mi riferisco alle singole persone nello specifico, anzi, ho trovato molto belle le tue “interviste”.

    Questa è la mia personalissima opinione e rispetto ovviamente altri punti di vista ma credo che sarebbe il caso di porsi queste domande, di chiederci quanto realmente possa portare un beneficio un atteggiamento di questo tipo.

    Aggiungo il link ad un blog che mi piace particolarmente che ha visto il Veggie Pride in modo molto diverso da te: http://shekkaballah.wordpress.com/2011/06/21/veggie-pride/

    Un caro saluto,

    Samantha


    1. Author
      Samantha

      Ciao Samantha, non tutti possiamo pensarla nello stesso modo e mi fa piacere che tu abbia espresso il tuo punto di vista.
      Io sono attivista da qualche anno, quando posso vado ai cortei, festival, manifestazioni ecc…
      Mi piace per passione- lavoro fare sempre un reportage di quello che è avvenuto, di quali siano state le mie impressioni…
      Partecipo al Veggie Pride da quando la sede è diventata Milano, non c’ero alla prima edizione italiana a Roma, nonostante fossi già vegetariana.
      Il Veggie Pride è una manifestazione che riunisce veg(etari)ani contro lo sfruttamento animale.
      Si diventa portavoci attivi della causa animale, si può scendere in piazza e dire espressamente ciò che si pensa attraverso rappresentazioni, cartelli, travestimenti e quant’altro.
      Si scende in piazza per gli animali, per quello che loro sono costretti a subire ogni secondo della loro “vita” prima di diventare carne per l’alimentazione umana.
      Questo è quello che è il Veggie Pride, alla fine del corteo io c’ero e anche i semplici passanti hanno potuto informarsi, chiedere, documentarsi con il materiale informativo di Oltre la Specie e mangiare degli ottimi panini vegani.
      Non tutti d’altronde possiamo essere veg e pensarla nello stesso modo!

      Per spiegarti meglio il mio punto di vista ti invito a leggere questa pagina: http://www.veggiepride.it/index.php/documenti/52-per-chi-ritiene-che-il-veggie-pride-sia-troppo-triste

      Un caro saluto anche a te!

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