Un cadavere è un cadavere, anche ciò che arriva nel piatto

Un cadavere è un cadavere, anche ciò che arriva nel piatto

La prima volta che vidi un gatto morto sul ciclo della strada ebbi quasi un attacco di panico, ero in scooter e mi dovetti fermare. Dopo un pianto viscerale ripresi la mia strada verso il lavoro e pensai a quanto quel episodio mi avessi terribilmente turbata. Il gatto sul ciglio della strada poteva essere uno di famiglia, e il dolore che provavo nel vedere la carcassa era davvero tantissimo benchè io non conoscessi minimante l’animale.
Da quel giorno ho iniziato ad incontrare spesso animali morti lungo le strade che percorro abitualmente e ogni volta cerco di non guardare perchè dentro di me inizio a chiedermi:Quanto avrà sofferto?Come sarà successo? Chi l’ha investito si sarà fermato?Se ne sarà accorto? Di chi sarà stato l’animale in questione? Magari era una mamma che cercava cibo per i suoi piccoli…
E penso a come un altro animale sia ingiustamente morto.
In relazione a quanto ho scritto mi viene da chiedere: quanti riuscirebbero a mangiare la carne del cadavere – animale –  che giace sulla strada?
A differenza di quanto avviene presso altre popolazioni cani e gatti non vengono presi in considerazione dal punto di vista alimentare ma neanche se fossimo ghiotti di bistecche canine al pari dei cinesi la visione d’una sanguinolenta carcassa priva di vita giacente sull’asfalto potrebbe suscitare in noi pensieri gastronomici.
Questo accadrebbe ugualmente se al posto di un cane o un gatto giacesse sull’asfalto la carogna di un agnello, che però a livello gastronomico è apprezzatissimo.
Agli occhi di tutti (o quasi) risulterebbe poco gradevole vedere la carcassa sulla strada.
Il mio ragionamento si conclude evidenziando come non ci sia nessuna differenza tra il corpo inanimato d’un animale travolto da un’automobile e quello di un altro animale ucciso al mattatoio e appeso quindi a un gancio di macelleria.
Una differenza forse la si può cogliere: l’uccisione dell’animale travolto da un’automobile è immediata (nella maggior parte dei casi), mentre la mattanza di ogni animale è preceduta sempre da un’agonia più o meno prolungata e da un interminabile terrore provocato dal fatto che l’animale si rende conto della sua imminente fine.

Se vi va, aspetto i vostri pareri!

Samantha

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10 commenti

    1. stefania

      vegetariana da 34 anni e vegana da 1…..insistere a fare delle differenze tra cane-gatto e maiali-vitelli-agnelli e pesci di qualsiai razza, vuol dire solo rinnegare alla propria coscienza la possibilità di evidenziare un principio sovrano che regola l’intero cosmo: davanti alla vita tutti gli esseri viventi hanno il DIRITTO di goderne…davanti alla morte, qualsiasi creatura, come l’uomo, prova TERRORE SOFFERENZA. Prima apriremo il nostro cuore e soprattutto i nostri occhi, prima potremo trovare pace con noi stessi.


      1. Author
        Samantha

        Completamente d’accordo… Far aprire il cuore e gli occhi è ciò che vorrei poter fare anche attraverso Io Veg perchè viviamo in un mondo in cui siamo noi a fare la differenza, una differenza che però ogni anno cresce e porta avanti tante campagne, chi individualmente, chi attraverso associazione ecc… magari un giorno a tutti verranno riconosciuti i propri diritti e tutti verremo considerati sullo stesso piano… la speranza è che tutto possa cambiare!

  1. rossella

    sono vegetariana da 2 mesi e ho smesso di fumare da 1, da quando ho visto come sperimentano la nicotina sui cuccioli di primati.
    e ogni mattina mi sveglio orgogliosa e felice della mia transizione cruelty free, che si sta rivelando sempre più emozionante.
    il mio miglior augurio è quello che tutti possano sperimentare l’emozione che sto provando io, quella di vivere senza “ingoiare agonie”.
    un abbraccio antispecista a tutti!
    Rossella


    1. Author
      Samantha

      Grazie per la tua testimonianza Rossella, non è mai tardi per capire e riuscire a scegliere ciò che è più giusto!
      A piccoli passi si riesce a fare la differenza.
      Un caro saluto anche a te.

  2. aurelia traiani

    tanta tristezza vedere un animale abbandonato (a volte anche in mezzo di strada )morto senza che nessuno pietosamente lo depositi sul ciglio in modo che se a un padrone possa sapere. Ma ancor più triste è un negozio di macelleria, con cadaveri sanguinolenti esposti che puzzano di morte.


    1. Author
      Samantha

      Condivido… gli animali sulla strada mi fanno davvero star male, per non parlare di quelli nelle macellerie e di come chi entra in posti pieni di crudeltà non si accorga di nulla.

  3. Simona

    Hai scritto bene nell’articolo… le carcasse degli animali si chiamano propriamente “carogne”. Quando li chiamiamo “cadaveri” è un termine morbido, quasi affettuoso, perché proviamo empatia con l’animale morto, ma che viene percepito appunto come un termine eccessivamente affettivo da parte chi mangia carne e quindi presta il fianco a discussioni (le solite, infinite) che fanno passare i vegetariani come persone che vivono in una realtà parallela, quella dei cartoni animati o delle favole.

    Provate a dire seccamente a un onnivoro “no, grazie, io non mangio carogne”, e guardate la faccia che fa… 😉

    1. annalaura

      Accanto ai vegetariani, ai vegani e ai grandi mangiatori di carne, esiste una categoria di persone onnivore che si alimentano in grande maggioranza di frutta, verdure, cereali, prodotti possibilmente biologici e in modo limitato anche di carne e di pesce. E’ una categoria di persone che fatto una scelta “onnivora” perchè , a mio modesto parere, la misura delle cose ha la sua importanza e credo che se ognuno limitasse davvero il consumo di carne tanti problemi non esisterebbero. Ma è un mio parere. Se riflettessimo un attimo sull’importanza che hanno gli animali nell’ecosistema di una azienda agricola biologica, che non fa uso di prodotti chimici ma bensì utilizza una produzione a ciclo chiuso dove a far da padrone è il letame e le foraggere che nutrono la terra e alimentano gli animali, allora, il discorso cambia perchè gli animali vengono macellati perchè parte del ciclo. La produzione di carne calerebbe moltissimo ( ed è quello che dovrebbe accadere) perchè non esisterebbero più gli allevamenti intensivi, ma solo gli estensivi.
      Ciò che mi lascia perplessa è l’atteggiamento di coloro che con il termine “cadavere” o ” carcassa”o “carogna” pensano di arrogarsi il diritto di incutere un senso di schifo per ciò che si mangia utilizzando semplicemente una parola forte, almeno per il senso comune. Ebbene tutti gli animali carnivori si alimentano di cadaveri, anche i miei gatti che vivono liberi in giardino, nonchè il mio cane e……. la cosa non mi spaventa per nulla. A mio avviso è il senso della misura che manca, così come una visione ecologica delle produzioni.alimentari.

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