Essere veg in famiglia: faticoso e non sempre facile

Essere veg in famiglia: faticoso e non sempre facile

Quando sono diventata vegetariana ho pensato a quali sarebbero state le reazioni della mia famiglia.
Io all’epoca vivevo già fuori casa ma tornavo spesso dai miei in Liguria e quindi mi capitava spesso di dover affrontare l’argomento con i miei familiari.
All’inzio dovetti spiegare un po’ a tutti come mai decisi di cambiare le mie scelte alimentari.
Mia mamma e mio papà (che sono divorziati) hanno saputo accettare abbastanza bene la mia novità alimentare e superate le difficoltà iniziali di cosa propormi da mangiare in alternativa di pesce, carne e affettati, non ci sono mai stati grossi problemi.
La persona che pensavo non avrebbe approvato, di cui invece poi mi sono dovuta ricredere, è stata mia nonna: la classica nonna di famiglia che vive ai fornelli e prepara tanti manicaretti (anche veg) che ti fanno leccare letteralmente i baffi.
La nonna in questione ha sempre cucinato carne, pesce, arricchito le tavole di affettati, ma è anche lei quella che mi ha insegnato a mangiare pasta e lenticchie, pasta e fagioli, contorni di verdure, melanzane sott’olio, pesto (senza formaggio) e il tradizionale minestrone di verdure fatto in casa (come il suo non ce n’è, vi assicuro).
Dandole qualche spiegazione e facendole capire che avrei mangiato tanti alimenti che mi avrebbero comunque mantenuta in forma (quella era la sua principale preoccupazione) credevo di aver superato lo scoglio duro della famiglia, ma invece mi sbagliavo.
La famiglia di mia mamma è molto numerosa e spesso ci si ritrova oltre che per le tradizionali feste comandate anche per numerosi compleanni, quindi ci si incontra anche più volte all’anno.
Tra i tanti zii che ho ce n’è uno che mi ha sempre fatto battutine particolarmente fastidiose nei confronti della mia scelta alimentare infierendo alle volte con frasi di questo tipo: “Come mangerei volentieri una costoletta di maiale” (cosa che lui abitualmente già fa) ma proprio per rimarcare il fatto di quanto la mia scelta per lui sia sbagliata.
Ci tengo a precisare che gli voglio bene, ma quando ci si trova in queste occasioni spero sempre che non dica cose di questo tipo e che non si affronti mai l’argomento.
Ho capito con il tempo che me ne devo fregare e devo lasciar perdere, ma perchè se io rispetto le scelte degli altri anche loro non possono fare altrettanto?

Essere ospite, altra nota dolente
Restando sempre in tema familiare, l’altra cosa che mi ha sempre fatto sentire un po’ in colpa è il fatto di quando si è ospiti in casa di parenti e si pensa: “Chi ha cucinato avrà avuto problemi nel preparare cose che io posso mangiare?”
Molte volte mi è capitato di trovare poche cose adatte a me, ma va bene così, uno si deve anche adattare, altre volte ho trovato tavole ricche di prelibatezze adatte a vegetariani; non mi è mai mancato il cibo sia chiaro, ma il timore di essere la causa di possibili “problemi” ai fornelli mi ha sempre fatta sentire un po’ colpevole.

Rispetto ai primi anni da vegetariana, ora sono maturata e ho capito che  non vale davvero la pena prendersela o sentirsi in qualche modo colpevole per la propria scelta, anzi vado avanti a testa alta con le mie decisioni e quando sapranno che sono diventata vegana vi racconterò quali saranno state le loro reazioni. Sono fiera delle mie scelte, sono contenta di partecipare a presidi, manifestazioni dove ci sono tante altre persone che la pensano come me.

Relazionarsi con chi non la pensa come te, trovare posti in cui mangiare, andare in vacanza, da amici a cena…ci sono tantissime cose su cui ci si deve confrontare in base alla propria scelta alimentare, tornerò altre volte sull’argomento.

Se volete, raccontatemi anche voi quali sono state le reazioni della vostra famiglia quando hanno saputo che siete diventati veg (vegetariani o vegani).

Modifica del 11-10-2012: dopo neanche un mese sono diventata vegana! 😉

Samantha

6 commenti

  1. barbara ito

    Buongiorno Samantha
    anch’io come te quando decisi di non cibarmi piu’ di carne (il pesce lo evito da sempre non mi piace) ho trovato
    tutti contro in primis al liceo con i professori che garbatamente mi sconsigliavano la scelta vegetariana poi, in casa
    peggio ancora mia madre all’inizio mi ha ostacolato solo verbalmente perche’ poi i piatti li cucinavo io e li’ finiva.
    Solo che questo scontro e’ andato avanti per molto tempo. Ora sono 20 anni che sono vegetariana anche se il latte
    gia’ non lo bevevo . Le uova le avevo eliminate da subito poi pero’ ho ricominciato su consiglio della mia endocrinologa per parecchi anni. da 3 mesi non mangio formaggi ne’ latticini ne’ uova cosa che potevo sopprimere gia’ da qualche anno visto che mia madre non c’e’ piu’, non so perche’ ho continuato di questo me ne faccio una gravissima colpa perche’ anch’io come altri ho il mio peso sulla coscienza con la Natura intera. Che poi il discorso di mangiare formaggio e’ capitato per le solite ragioni mediche le ossa hanno bisogno di calcio. Ma adesso mai piu’ sofferenze e sfruttamento degli animali e della terra. alla prossima e sopratutto grazie di tutto!
    PS la mia colpa e’ essere un umano


    1. Author
      Samantha

      Cara Barbara,
      grazie per aver raccontato cosa è capitato a te nell’adolescenza, mi fa sempre piacere sapere qual è stato il percorso degli altri amici veg e quali siano state le reazioni della propria famiglia.
      Non prendertela con te stessa, ciò che è capito è passato, ora hai fatto una scelta in linea con quello in cui credi e quindi devi essere solo che orgogliosa di te stessa!
      Da vegetariani è bene sapere che quella non è l’unica scelta e ognuno impiega il tempo necessario verso il veganismo.
      Tu sei un essere umano che rispetta tutte le forme di vita, la colpa è di chi non ha ancora capito che la terra è abitata da esseri senzienti che hanno tutti lo stesso diritto alla vita.
      Grazie a te che mi segui, alla prossima!

  2. Francesca

    Ciao Samantha,
    grazie per questo post che tocca un aspetto cruciale in ogni veg-percorso: quello sociale. Purtroppo, soprattutto in alcune fasce di età, le difficoltà connesse al non sentirsi accettati da chi ci circonda possono portare alcuni di noi a vivere questa scelta con una frustrazione tale da rischiare di metterla persino in discussione. In famiglia mi reputo una miracolata in questo senso: sono diventata ufficialmente vegetariana a 17 anni (ora ne ho 34…) e nel tempo ho imparato a limitare e evitare l’impiego di ogni derivato animale e a trasmettere quanto appreso alla mia dolcissima mamma (grande cuoca e di ampie vedute). Fin quando ho vissuto dai miei non ho mai davvero compreso le difficoltà sociali che questa scelta comportava, perché mi capitava raramente di frequentare ambienti in cui la mia “anomalia” non fosse nota. Ma non è stato sempre così: crescendo ho iniziato a frequentare ambienti diversi e sempre più vari: l’università, il laboratorio dove ho svolto la mia tesi, il lavoro. Ambiti che prevedono rapporti umani più superficiali, più frenetici, ambiti in cui mi ritenevo fortunata se, con una scusa qualunque mi capitava di mangiare sola davanti al pc. Ho mangiato per anni percependo la repulsione di chi scopriva all’improvviso che qualcuno nel suo stesso tavolo non mangiava mai carne, ho instillato dubbi sulla reale fattibilità di una relazione sentimentale nei miei ex fidanzati, ho persino scatenato una lite furibonda (in mia assenza) tra un mio compagno di università e un collega di laboratorio che sosteneva che non era “normale” privarsi dei “piaceri della vita” come facevo io. E così per me mangiare fuori casa era diventato quasi un incubo… tanto che facevo di tutto per evitarlo. Poi con gli anni le cose son cambiate: un pò perché sono cresciuta io e un pò perché è cresciuto anche il mondo 🙂 Oggigiorno dire “Sono vegetariano” è una frase che non desta più alcuno stupore… certo aggiungere anche “No non consumo neppure derivati animali” suona ancora abbastanza strano, ma anche grazie a chi, come te, ne parla quotidiamente nel web, credo che la parola Vegan sia destinata diventare sempre più familiare. Resto convinta che non tutti possono comprendere davvero la nostra scelta ma che è fondamentale per la nostra serenità, impegnarsi affinché chi ci è vicino, chi realmente conta per noi, la accetti… anche a costo di arrivare a comcludere che, il fidanzato che dice di volerti sposare sebbene reputa fondamentale la presenza dell’abbacchio per Pasqua, non potrà mai essere l’uomo della tua vita… non solo per come mangia, ma perché basta una costoletta d’agnello a impedirgli di leggere il dolore dei tuoi occhi(ma ora sono felicemente sposata con un angelo che, senza che io glielo chiedessi, si è informato, ha visto, ha letto e ha abbracciato la mia scelta dopo pochi mesi di convivenza 🙂 )… misà che ho scritto scusami troppo 😀
    Grazie per questo spazio di pace!
    Francesca


    1. Author
      Samantha

      Cara Francesca grazie mille per la tua testimonianza,
      che ne dici se le tue righe le facciamo diventare un articolo vero e proprio?
      Su facebook avevo cercato di coinvolgere gli amici di Io Veg ad aprirsi raccontando che cosa gli avesse portati a compiere tali scelte e perchè.
      Ho appreso alcune informazioni da te, ma se sei d’accordo possiamo approfondire ancora un po’…
      Sul blog c’è già questa testimonianza: http://www.ioveg.it/2011/07/21/testimonianze-veg-la-storia-di-vanessa/, ma ovviamente mi piacerebbe averne molte altre.
      Se hai piacere puoi scrivermi a samantha@ioveg.it rispondendo a queste domande:
      -di preciso sei vegana da quanti anni?
      -che cosa ti ha spinto a compiere tali scelte?
      -oltre alla tua mamma chi altro ti ha compreso ed appoggiata fin da subito?
      -motivi la tua scelta descrivendola come?
      -segui Io Veg da quale parte del mondo?

      Attendo un tuo riscontro… 🙂

      Grazie!

      Cari saluti
      Samantha

      1. Francesca

        Ciao Samantha, mi fa molto piacere contribuire con la mia testimonianza al tuo blog (che apprezzo molto per il garbo e la delicatezza con cui tratti ogni tema)! Ti rispondo in maniera completa via mail, appena ho un minuto!
        a presto,
        Francesca

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