Nutrie: i piccoli castori vittime dell’ignoranza umana

Nutrie: i piccoli castori vittime dell’ignoranza umana

L’uomo pur di trovare qualcosa che non va in una specie non umana si inventa e crede a qualsiasi cosa ruoti attorno ad un certo tipo di animale.
La nutria, da cui il nome scientifico è Myocastor coypus, è un piccolo castoro con la coda cilindrica e squamosa uguale a quella di un topo.
Originaria delle zone subtropicali dell’Argentina e del Brasile, è stata introdotta in Italia a seguito dell’industria delle pellicce nei primi anni del secolo scorso, ma nel corso degli anni 80 crollò la richiesta delle loro pelli.
In seguito che cosa avvenne?
Per non far fronte alle spese di smaltimento delle carcasse gli allevatori pensarono bene di liberare le nutrie nell’ambiente circostante e così loro si abiturano molto bene alla nuova casa.
Sono solite vivere vicino ai fiumi o zone paludose dove spesso vengono accusate di danni all’ecosistema.
Proprio per questo, dopo anni di colonizzazione questi roditori vengono accusati, senza nessun fondamento, di diffondere malattie, attaccare bambini, animali da cortile ecc…
Le nutrie vengono così abbattute e i cacciatori non si tirano certo indietro, credendo di fare del bene per la tutela dell’ambiente, si offrono in prima persona per eliminare questi roditori.
Così questi piccoli castori diventano anche loro vittime dell’ignoranza umana, che regna sempre sovrana.
La cosa che voglio sottolineare è che ci sono studi scientifici che dimostrano l’inesistenza di rischi sanitari per l’uomo e gli animali derivanti dalle nutrie, ma nonostante tutto questo, le province di tutto il nostro Paese continuano a disporre piani di abbattimento usando i cacciatori come esecutori finali.
Mi chiedo ma perchè non ci si informa prima di agire?

Ma nonostante la situazione, non proprio rosea che ruota attorno alle nutrie, c’è chi si adopera per tutelarle e far si che il loro numero non aumenti. L’associazione Tom&Jerry, operante nel comune di Buccinasco (Mi), da qualche anno ha lanciato un progetto ambizioso: contenere il numero delle nutrie ricorrendo alla sterilizzazione chirurgica.
Grazie all’approvazione dell’ISPRA, della Regione Lombardia e del Museo di Storia Naturale di Milano, oltre al sostegno del Comune di Buccinasco, le nutrie vengono catturate mediante gabbie-trappola.
Dopo il rilievo dei dati biometrici, dopo lo screening epidemiologico viene praticata la sterilizzazione e solo dopo una convalescenza i roditori vengono rilasciati nella zona di cattura.

Abbiamo iniziato il percorso nel mondo animale con questi roditori che troppo spesso vengono denigrati, continuate a seguirmi, prenderemo in considerazione e rifletteremo su molti altri esseri viventi non umani.

Fonte: LAV Impronte

Samantha

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